Scoppiato come un caso nel teatro italiano, Antonio Tarantino, già pittore noto, ci propone dei personaggi violenti ma a volte teneri delle nostre cronache malfamate, ritrovando nel loro squallore quotidiano sotto l'ossessione della sopravvivenza e della burocrazia. L'immagine degradata ma vibrante delle figure della fede e del mito; e dal linguaggio da marciapiede degli immigrati che mescola i dialetti, con effetti di verità e di ilarità irresistibile, esce l'eresia, connaturata alla vita, di un dolore che non paga né redime, e della storia che ripete spietatamente il suo ciclo senza evolvere. In questo volume, preceduto da un'appassionata introduzione di Elena De Angeli, pubblichiamo i primi quattro testi dell'autore, scritti in questi quattro anni: Stabat Mater, che dalla prima è sempre in repertorio, Passione secondo Giovanni, Vespro della Beata Vergine, Lustrini, tutti rappresentati con la regia di Cherif e le scenografie di Arnaldo Pomodoro, e le interpretazioni di prim'ordine di attori come Piera Degli Esposti, Lino Banfi, Emilio Bonucci, Antonio Piovanelli, Paolo Bonacelli, Massimo Foschi.
In Quattro atti profani.